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kitchen

sono seduta in cucina.
tutto nuovo, alluminio, vetro, luce.
qualcosa cuoce nel forno, qualcosa che sto preparando per il pranzo.
qualcos'altro è gia pronto, proprio li, sul tavolo.
una grossa mosca nera gira intorno, senza far caso a me.
le lancette girano lente un minuto dopo l'altro.
il tempo passa a goccie, l'unico rumore è il ronzio sommesso del forno.
forse di la c'è un salone illuminato e una tv accesa, forse quel divano rosso, non lo so.
forse c'è un bambino, da qualche parte.
la stanza odora di pulito, i piatti si asciugano nella rastrelliera,
una serie di strofinacci bianchi è attaccata ad un angolo del forno.
tutto nuovo, alluminio, vetro, luce.
davanti a me una rivista aperta, futile.
la lancetta delle ore fa un balzo avanti e io spengo il forno.
tutto perfetto.

se questo è futuro o passato io non lo so.
questo tempo dilatato e calmo, questo pulito asettico.
questa attesa.
io immobile su quello sgabello come una bambola di cera
forse faccio parte dell'arredamento
forse sto ferma per far finta di non esistere affatto.

c'è qualcosa di sospeso.
come un incantesimo da non sciogliere
non faccio parte dei vivi
ma dei viventi.
e in questo posto dove non agisco
non ho compagnia
non vedo al di la della cucina immacolata
e non posso fare altro che aspettarti.

Pubblicato il 20/4/2008 alle 12.50 nella rubrica Diario.

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